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Vacanze Romane

15 Giu
 


Vacanze romane (Roman Holiday) è un film del 1953 diretto da William Wyler, interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn.
Il film rese famosa in tutto il mondo la Hepburn, che prima di allora aveva interpretato ruoli secondari in varie produzioni britanniche ed era conosciuta dal pubblico statunitense per la sua interpretazione di Gigi, nell’omonima commedia teatrale. Le riprese del film iniziarono nell’estate del 1952 e terminarono a settembre dello stesso anno.
Il film è stato interamente girato a Roma e negli studi di Cinecittà  con grande impiego di manovalanza e comparse locali, le quali contribuiscono in odo fondamentale a rendere la pellicola credibile e coerente.
Il film di Wyler capovolge la storia di Cenerentola. Uscito nelle sale statunitensi nell’agosto 1953, il film ebbe un grande successo di pubblico e di critica, rendendo famoso lo “stile” di Audrey Hepburn che, dopo poco tempo, verrà pubblicizzato e seguito da tutte le riviste di moda del mondo, grazie alle splendide e note immagini del fotografo di scena Augusto Di Giovanni.
Il film è una commedia leggera e scanzonata, dove la vera protagonista è la città di Roma e i suoi luoghi più celebri. Della pellicola restano infatti impresse nella memoria le scene in cui si rende omaggio alle icone cittadine come il fiume Tevere, la scalinata di piazza del Popolo, la gita in vespa per le strade, il Colosseo, e la famosa scena in cui visitano la Bocca della Verità e Gregory Peck, infilando la mano, finge di averla persa.

Roman Holiday is a 1953 romantic comedy directed and produced by William Wyler and starring Gregory Peck and Audrey Hepburn. It was written by John Dighton and Dalton Trumbo.

Hepburn won an Academy Award for Best Actress for her performance; the screenplay and costume design also took statuettes.

The movie was filmed in Rome, in the Cinecittà’s Studios. In this movie Wyler turns the Cinderella’s story upside down. Came out in the U.S.A on August 1953, the movie was a great success and made Hepburn style famous all around the world, thanks to the wonderful pictures of Augusto Di Giovanni.

The movie is a light and funny comedy, of which the real main character is the city of Rome. We all remember some of the scenes that made those city icons immortal: the Tiber river, the Spanish Steps, the trip on Vespa, the Colosseum, the famous scene filmed at Bocca della Verità.

 

 

 Vacaciones en Roma (Roman Holiday) es una película dirigida por Willyam Wyler. El film ganó tres Oscar, a la mejor actriz principal (Audrey Hepburn), a la mejor narración para el cine, y al mejor vestuario, y obtuvo otras siete candidaturas, a la mejor película, al mejor director, al mejor actor de reparto (Eddie Albert), al mejor guión original, a la mejor dirección artística, a la mejor fotografía, y al mejor montaje. Este film catapultó a Audrey Hepburn a la fama, la química establecida entre Peck, Albert y la protagonista es tan evidente que se plasma en este film el encanto de las relaciones humanas simples, felices y sencillas que genera la personalidad fresca, rebosante y espontánea de la protagonista.

 

 

 
Trama
La Principessa Anna (Audrey Hepburn), reale di una nazione non specificata, affronta un viaggio diplomatico, visitando le grandi capitali del mondo, inclusa Roma. Una notte, sfinita dalla serie di obblighi che il suo ruolo le richiede, ha un collasso nervoso. Il suo medico le somministra un sedativo, ma, appena si ritrova sola nella sua stanza, la Principessa decide di fuggire e inizia a vagabondare per le strade di Roma.
L’effetto del sedativo non tarda a manifestarsi e la Principessa si addormenta in una via, dove viene trovata da Joe Bradley (Gregory Peck), giornalista statunitense che lavora per un’agenzia di stampa a Roma.
Joe cerca di farsi dare il suo indirizzo per accompagnarla a casa in taxi, ma la Principessa si rifiuta di confessare la sua identità e chiede di essere portata al Colosseo. Visto lo stato confusionale in cui versa la ragazza, il giornalista la crede ubriaca, non ha il coraggio di lasciarla sola e la porta a casa sua.
Il mattino seguente, recandosi al lavoro, Joe scopre che tutte le agenzie stampa hanno ricevuto un dispaccio in cui è comunicata la notizia di un improvviso malessere della Principessa Anna. Joe, che doveva recarsi ad una conferenza stampa per intervistare proprio la Principessa, vede la foto di Anna sul giornale e riconosce in lei la ragazza “ubriaca” che ha ospitato a casa sua. Immediatamente capisce di poter scrivere un articolo sensazionale e promette al suo capo (Hartley Power) di portagli un’intervista esclusiva e delle immagini della Principessa a Roma, facendosi promettere un largo compenso ed arrivando perfino a scommettere 500 dollari con l’incredulo principale sulla riuscita dell’impresa.
Joe chiama il suo amico e fotoreporter Irving Radovich (Eddie Albert) e gli comunica di avere per le mani un sensazionale scoop. Subito dopo si precipita a casa sua, dove trova la Principessa ancora addormentata. Al suo risveglio, la ragazza ricorda poco della notte precedente e Joe non da segno di aver riconosciuto in lei la Principessa Anna, che si presenta con il nome di Anya Smith. Dopo averlo ringraziato per il suo disturbo la Principessa si avvia per le strade di Roma, comportandosi come una normale turista, lasciandosi trasportare dai suoni e dai rumori di una Roma molto “popolare”.
Nel frattempo, però, Joe non ha perso di vista la ragazza e l’ha seguita di nascosto. Quando Anna si siede sulle scalinate di Piazza di Spagna, il giornalista finge di incontrarla per caso.
Iniziano a parlare e Anna confessa di essere scappata da un collegio e di voler provare, una volta nella vita, tutto quel che nella sua “prigione” non le è permesso fare. Joe le propone di accompagnarla e di esaudire il suo desiderio di “normalità”.
Incontrano anche Irving, il quale usa un finto accendino per farle delle foto. La Principessa, in compagnia di quelli che lei crede due imprenditori di fertilizzanti, fuma la sua prima sigaretta, visita il Colosseo, prova ad andare in Vespa, finendo perfino in questura con i due compagni.
Nel frattempo, i tutori della Principessa, preoccupati dalla sua scomparsa, richiamano a Roma un enorme numero di agenti in borghese che iniziano a cercarla in tutta Roma.
Dopo una giornata di allegri vagabondaggi, la ragazza propone di trascorrere la serata sul barcone lungo il Tevere. Giunti lì, Joe e Anna iniziano a ballare e, trovandosi stretti l’uno nelle braccia dell’altra, dai loro sguardi incomincia a trapelare un tenero sentimento reciproco. Durante la festa, però, gli agenti in borghese notano la Principessa e cercano di convincerla a tornare al palazzo. Joe interviene e immediatamente si scatena una rissa che vede la stessa Anna rompere bottiglie e chitarre in testa agli agenti, mentre Irving documenta il tutto con la sua macchina fotografica.
Joe e Anna riescono a fuggire, tuffandosi nelle acque del Tevere e, quando ne riemergono, divertiti ed eccitati dall’accaduto, si baciano sulle sponde del fiume. Tornati a casa, rivestiti e asciugati, i due sono costretti a salutarsi. Joe accompagna Anna nei pressi della sua ambasciata e, dopo un triste addio, la ragazza scompare nelle vie di Roma.
Rientrata a palazzo, Anna mostra un profondo cambiamento. Da giovane e quasi infantile sognatrice, si è trasformata in una vera a propria Principessa conscia dei suoi doveri.
Il giorno seguente, il principale di Joe si precipita da lui per richiedergli la famosa intervista esclusiva, ma il giornalista sostiene di non essere riuscito a ottenerla e, quando anche Irving arriva a casa sua con le foto in mano, Joe spiega all’incredulo amico di non voler più vendere l’articolo.
Qualche ora più tardi, entrambi si recano alla conferenza stampa organizzata per far incontrare la Principessa Anna con i giornalisti stranieri. Appena entrata, Anna riconosce immediatamente Joe e Irving e ne rimane delusa. Ma durante l’intervista Joe riesce, indirettamente, a comunicarle che non tradirà la sua fiducia. Quando la Principessa scende dal trono per salutare personalmente alcuni giornalisti intervenuti, fermatasi davanti a Joe e ad Irving riceve da quest’ultimo le foto della sua “Vacanza romana”, prova ulteriore della loro correttezza. Felice e sollevata, dissimulando i suoi sentimenti, Anna saluta Joe con un ultimo sorriso, per poi sparire per sempre dietro una porta.
 
Synopsis

Ann (Hepburn) is a royal princess of an unspecified country. She is on a widely publicized tour of several European capitals, including Rome. One night, she is overwhelmed by the strenuous demands of her official duties, where her day is tightly scheduled. Her doctor gives her a sedative to calm her down and help her sleep, but she secretly leaves her country’s embassy to experience Rome by herself.

The injection eventually takes effect and she falls asleep on a bench, where Joe Bradley (Peck), an expatriate American reporter working for the Rome Daily American, finds her. Not recognizing her, he offers her money so that she can take a taxi home, but a very woozy “Anya Smith” (as she calls herself) refuses to cooperate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Joe finally decides, for safety’s sake, to let her spend the night in his apartment. He is amused by her regal manner, but less so when she appropriates his bed. He transfers her to a couch without awakening her. The next morning, Joe hurries off to work, leaving the princess still asleep.

When his editor, Mr. Hennessy (Hartley Power), asks why he is late, Joe lies to him; he claims to have attended a press conference for the princess. Joe makes up details of the alleged interview until Hennessy informs him that the princess had suddenly “fallen ill” and the conference had been canceled. Joe sees a picture of her and recognizes the young woman. Joe and Hennessy end up making a bet on whether Joe can get an exclusive on the princess.

Joe shocks his royal friend, pretending to have lost a hand to the Mouth of Truth.Joe realizes he is sitting on a windfall. Hiding the fact that he is a reporter, he offers to show Rome to Anya, but not before getting his photographer friend, Irving Radovich (Eddie Albert), to tag along to secretly take pictures. However, Anya declines Joe’s offer and leaves.

Enjoying her freedom, on a whim, Anya gets her hair cut short in a barbershop. Joe follows and “accidentally” meets her again.

They spend the day seeing the sights, including the “Mouth of Truth”, a face carved in marble which is said to bite off the hands of liars. When Joe pulls his hand out of the mouth, it appears to be missing, causing Anya to scream. He then pops his hand out of his sleeve and laughs. (Hepburn’s shriek was not acting — Peck decided to pull a gag he had once seen Red Skelton do, and did not tell his co-star beforehand.)

Joe and Anya on a Vespa ride through Rome — a ride that ends at the police station. Later, Anya shares with Joe her dream of living a normal life without her crushing responsibilities.


That night, at a dance on a boat, government agents finally track her down and try to escort her away, but a wild melee breaks out and Joe and Anya escape. Through all this, they gradually fall in love, but Anya realizes that their relationship cannot continue. She finally bids farewell to Joe and returns to the embassy.

During the course of the day, Hennessy learns that the princess is missing, not ill as claimed. He suspects that Joe knows where she is, and tries to get him to admit it, but Joe claims to know nothing about it. Knowing Joe’s feelings for Anya, Irving reluctantly decides not to sell his photos.

The next day, Princess Ann appears at the delayed news conference, and is surprised to find Joe and Irving among the members of the press. Irving takes her picture with the same miniature cigarette lighter/camera he had used the previous day. He then presents her with the photographs he had taken that day, discreetly tucked in an envelope, as a memento of her adventure. Joe lets her know, by allusion, that her secret is safe with them. She, in turn, works into her bland statements a coded message of love and gratitude to Joe. She then departs, leaving Joe to linger for a while, contemplating what might have been.

Trama

La princesa Anna (Audrey Hepburn) se encuentra en Roma en visita oficial. Cansada de sus obligaciones y de la soledad de su mundo real, decide escaparse durante la noche y vivir la vida de un ser común y corriente, sin formulismos ni pantallas sociales. Se queda dormida en la calle y es recogida por un americano quien la lleva a su apartamento y la acuesta en su propia cama.

El americuna exclusiva de 5000 dólares sobre sus vivencias en su momento sabático, pero sin que ella se dé cuenta y para ello hace que su amigo y fotógrafo le saque fotos a escondidas para después publicarlas y hacerse famoso. Ella está encantada por conocer la ciudad como una persona más.ano resulta ser un periodista llamado Joe Bradley (Gregory Peck), quien se ofrece a hacer de guía para ella en Roma. En un principio, el principal interés de Bradley al reconocerla como la princesa que es, es conseguir una exclusiva de 5000 dólares sobre sus vivencias en su momento sabático, pero sin que ella se dé cuenta y para ello hace que su amigo y fotógrafo le saque fotos a escondidas para después publicarlas y hacerse famoso. Ella está encantada por conocer la ciudad como una persona más.

Durante el día que pasan juntos, se divierten, pasan bochornos en la vía pública, van a una fiesta nocturna, surge algo entre ellos hasta que descubren que se han enamorado. Cuando la ausencia de la princesa ya no se puede prolongar surge el conflicto entre el deber y los sentimientos y la princesa debe tomar una dura decisión. Ella se despide de Bradley diciendo que jamás olvidará esos momentos y se besan apasionadamente como despedida final. Bradley decide no publicar las fotos como una forma de respetar la privacidad y los sentimientos albergados mutuamente y en una recepción oficial de la princesa Anna a la prensa, Bradley y su amigo concurren y le pasan las fotos a la princesa quien agradece la confidencialidad y ella devuelve la mirada de amor a Bradley y una hermosa sonrisa, para despedirse en silencio.

 
Curiosità
Inizialmente la regia del film era stata affidata a Frank Capra.
Il ruolo di Joe Bradley era stato proposto a Cary Grant, il quale aveva rifiutato, affermando di essere troppo vecchio per recitare un ruolo sentimentale accanto ad Audrey Hepburn.
Per il ruolo della Principessa Anna i produttori avevano preso in considerazione Elizabeth Taylor.
Il provino di Audrey Hepburn è diventato leggendario. Dopo aver provato su copione, mentre veniva ripresa, le fu detto che la scena era finita e che poteva rilassarsi. In realtà la telecamera era ancora in funzione. La Hepburn, ignara, si alzò dal letto e sorridente ed emozionata chiese come era andata. Poco dopo si accorse che tutta la troupe la guardava silenziosamente e che le luci erano ancora accese. Dopo aver visto la reazione fresca e spontanea della giovane attrice, Wyler si convinse di aver trovato la sua Principessa Anna.
Durante le scene girate in esterni, assistevano alle riprese migliaia di romani. Gregory Peck racconta che, dopo ogni scena, Wyler ascoltava le reazioni della gente. Se sentiva dire “un’altra, giratela un’altra volta”, lo faceva, se sentiva commenti come “buona, questa è buona” si fidava del pubblico e teneva la scena.
La casa in cui Joe ospita la principessa Anna si trova in via Margutta, 51.
Il film rese famosa in tutto il mondo la Vespa.
Riconoscimenti
Il film ha ricevuto dieci nomination ai Premi Oscar 1954, tra cui quelle per miglior film e miglior regista, vincendo i premi per la miglior attrice (a Audrey Hepburn), il miglior soggetto e i migliori costumi bianco e nero.
 
Curiosidades

Esta película fue el primer papel protagonista de Audrey Hepburn en el mundo del cine. La actriz belga no había realizado grandes papeles hasta entonces. Una vez hecho el rodaje, la productora quería que Gregory Peck (estrella consolidada en Hollywood) encabezara en solitario los créditos. Pero Peck se negó argumentando que Audrey Hepburn iba camino de ser una gran estrella.

Wyler corrió el riesgo de contratar como guionista a Dalton Trumbo, hombre marcado por la Comisión de Actividades Antiamericanas del senador McCarthy (Comisión Warren). Trumbo trabajó bajo el sobrenombre de Ian McLellan Hunter. Cuarenta años después, la película se reeditó con la introducción de Dalton Trumbo (con su auténtico nombre) en los títulos de crédito.

Esta película supuso toda una innovación en el rodaje de exteriores. Wyler desechó la idea de rodar con escenarios artificiales porque quería que la auténtica Roma fuese la tercera protagonista de la película.

Peck preparó una broma a Hepburn en la escena de La boca de la verdad. La leyenda sobre este monumento (y que se explica en la película) cuenta que quien miente pierde la mano al introducirla en la boca. Así, Peck, sin previo aviso a la actriz, mete la mano y la esconde por debajo de su manga. Esto provoca el susto real de Hepburn. Wyler no dudó un momento en meter la escena de la broma en la película al ver la reacción de Hepburn.

Las hijas de Wyler tienen un pequeño papel en la pelicula. En la escena en la que Peck quiere “tomar prestada” la cámara de fotos de una niña, esta misma niña y la que avisa a la maestra, son hijas del director.

Cary Grant rechazó el papel protagonista de esta pelicula, que posteriormente fue ofrecido a Gregory Peck, quien bromeaba diciendo que cada vez que le ofrecian un papel pensaba que ya lo había rachazado Grant.

 

Itinerario del film/ Movie itinerary/Itinerario de la pelìcula
Il film ripercorre diverse tra le più belle e importanti location della capitale. Una delle prime scene ,la fuga della regina dal palazzo, vede protagonista  via delle Quattro Fontane , caratterizzata appunto dalla presenza ai quattro angoli dell’incrocio, di quattro fontane che danno il nome all’incrocio, all’omonima strada, e alla Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, che Francesco Borromini costruì tra il 1638 e il 1663 (talvolta chiamata San Carlino). Caratteristica unica a Roma, dall’incrocio si possono vedere, in lontananza, gli obelischi di Santa Maria Maggiore (a est), di Trinità dei Monti (a ovest) e del Quirinale (a sud), nonché la michelangiolesca facciata interna di Porta Pia (a nord).
La scena sul furgone delle bibite si svolge a piazza della Relubblica, storica piazza di Roma, chiamata fino agli anni ‘5° Piazza Esedra (come è ancora conosciuta localmente). È situata a pochi metri dalla stazione Termini, di fronte le Terme di Diocleziano. Dalla piazza parte una delle vie fondamentali della  città, via Nazionale.
La regina Anna e il giornalista Joe Bradley si incontrano a via dei Fori Imperiali, già via dell’Impero,  una strada moderna di Roma, che riprende l’attuale nome dai resti degli antichi Fori imperiali, che attraversa. La strada collega Piazza Venezia al Colosseo.
Il giornalista Gregory Peck, credendo la ragazza ubriaca, non ha il coraggio di lasciarla sola e la porta nel suo appartamento di via Margutta 51. Via Margutta è una piccola via del centro di Roma, nel rione Campo Marzio, zona nota come il quartiere degli stranieri, alle pendici del monte Pincio, luogo di gallerie d’arte e di ristoranti alla moda, che anticamente ospitava botteghe artigiane e stalle.
Negli anni cinquanta, dopo il film Vacanze Romane per l’appunto, diventa una strada esclusiva, residenza di personaggi famosi, come Federico Fellini.
Si tratta di una parallela di via del Babuino, la strada che va da piazza del Popolo a piazza di Spagna.
Vicino  Fontana di Trevi si trova il parrucchiere dal quale si reca la principessa Anna per il radicale taglio di capelli che dopo l’uscita del film lancerà una moda.
La Fontana di Trevi è la più grande ed una fra le più note Fontane di Roma, ed è considerata all’unanimità una delle più celebri fontane del mondo.
La settecentesca fontana, progettata da Nicolò Salvi, è un connubio di classicismo e barocco adagiato su un lato di Palazzo Poli. Il tema della scultura è il mare. La scenografia è dominata da un cocchio, a forma di conchiglia sul quale è adagiata la grande statua di Oceano di Pietro Bracci, affiancata nelle nicchie laterali dalle statue della Salubrità e dell’Abbondanza, opera di Filippo della Valle; il cocchio è trainato da cavallucci marini, a loro volta preceduti da tritoni. Nella fontana, scultura e architettura barocca si compenetrano e si fondono perfettamente, in un suggestivo spettacolo acquatico.
Una celebre tradizione vuole che porti fortuna lanciare una moneta nella fontana volgendole le spalle, perché in questo modo si tornerà sicuramente nella città. Le monete, raccolte quotidianamente, vengono destinate dal comune di Roma ad opere caritatevoli.
È stata profondamente restaurata nel 1998, quando è stata ripulita ed è stato ammodernato e sistemato anche l’impianto idraulico.
Sulla scalinata di piazza di Spagna la principessa Anna e il giornalista Joe si rincontrano mentre la principessa mangia un gelato.
 
Piazza di Spagna, con la scalinata di Trinità dei Monti, è una delle più famose piazze di Roma. Deve il suo nome al palazzo di Spagna, sede dell’ambasciata dello stato iberico presso la Santa Sede. Al centro della piazza vi è la famosa Fontana della Barcaccia, che risale al primo periodo barocco, scolpita da Pietro Bernini e da suo figlio, il più celebre Gian Lorenzo Bernini.
All’angolo destro della scalinata vi è la casa del poeta inglese John Keats, che vi visse e morì nel 1821, oggi trasformata in un museo dedicato alla sua memoria e a quella dell’amico Percy Bysshe Shelley, piena di libri e memorabilia del Romanticismo inglese. All’angolo sinistro c’è, invece, la sala da tè Babington’s fondata nel 1893.
Dal lato di via Frattina sorge il Palazzo di Propaganda Fide, di proprietà della Santa Sede. Di fronte alla sua facciata, progettata dal Bernini (mentre la facciata laterale è invece del Borromini), svetta la colonna dell’Immacolata Concezione, che fu innalzata due anni dopo la proclamazione del dogma (1856).
La monumentale scalinata di 135 gradini fu inaugurata da papa Benedetto XIII in occasione del Giubileo del 1725; essa venne realizzata (grazie a dei finanziamenti francesi del 1721-1725) per collegare l’ambasciata borbonica spagnola (a cui la piazza deve il nome) alla chiesa di Trinità dei Monti.
Nella scena girata nella piazza del  Pantheon la principessa e il giornalista sono seduti al bar con il fotografo amico di Joe, che Anna crede essere un imprenditore di fertilizzanti socio di Joe.
Il Pantheon (“tempio di tutti gli dei”) è un edificio di Roma antica, costruito come tempio dedicato alle divinità dell’olimpo. I Romani lo chiamano amichevolmente la Rotonna (“la Rotonda”), dal nome della piazza antistante. Fu fatto ricostruire dall’imperatore Adriano intorno al 126, dopo che un incendio aveva danneggiato la costruzione precedente di età augustea.
All’inizio del VII secolo il Pantheon è stato convertito in chiesa cristiana, chiamata Santa Maria ad Martyres, il che gli ha consentito di sopravvivere quasi integro alle spoliazioni apportate agli edifici della Roma classica dai papi.
Per fuggire dagli innumerevoli agenti in borghese che cercano la principessa, i due protagonisti fuggono in vespa insieme passando per il Colosseo e piazza Venezia.
Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio o semplicemente come Amphitheatrum, è il più famoso anfiteatro romano, ed è situato nel centro della città di Roma. In grado di contenere fino a 50.000 spettatori, è il più grande e importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento della Roma antica che sia giunto fino a noi.
L’edificio forma un’ellisse di 527 m di circonferenza, con assi che misurano 187,5 m per 156,5 m. L’arena all’interno misura 86 m per 54 m, con una superficie di 3.357 m². L’altezza attuale raggiunge i 48,5 m, ma originariamente arrivava ai 52 m.
Il Colosseo, come tutto il centro storico di Roma, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO nel 1980. Nel 2007 il complesso è stato anche inserito fra le Sette meraviglie del mondo moderno nell’ambito di un controverso concorso.
Piazza Venezia è una celebre piazza di Roma. È situata ai piedi del Campidoglio, dove si incrociano alcune fra le più importanti strade del centro della capitale: via dei Fori Imperiali, via del Corso, via del Plebiscito.
L’aspetto attuale della piazza deriva largamente dagli interventi di demolizione e ricostruzione realizzati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Va ricordato in particolare il Vittoriano, costruito appunto a cavallo dei due secoli, colossale monumento a Vittorio Emanuele II (spesso erroneamente identificato con l’Altare della Patria, che in realtà ne è solo una parte), scherzosamente soprannominato Macchina per scrivere. Per realizzare l’enorme complesso si dovettero abbattere antiche costruzioni, tra cui il monastero dell’Aracoeli; negli anni trenta venne spostato il palazzetto Venezia che, saldato all’angolo sudorientale di palazzo Venezia si frapponeva tra il monumento e la piazza, e uno dei più bei palazzi di Roma, la lussuosa residenza dei Torlonia. Il Vittoriano conserva i resti del Milite Ignoto, a ricordo dei soldati caduti senza degna sepoltura, vegliati incessantemente da due militari e da una fiamma sempre accesa. Il complesso del Vittoriano ospita periodicamente importanti mostre, oltre al Sacrario delle bandiere.
In una delle scene più famose, Joe, Anna e Irving visitano la Bocca della Verità. Il momento in cui Gregory Peck infila la mano nella bocca, facendo finta di averla persa, nascondendola nella giacca non era preventivata. Fu una trovata dell’attore che non aveva, però, avvisato la Hepburn. La reazione dell’attrice che possiamo vedere nel film, mentre grida e cerca di aiutare Peck è reale.
La Bocca della Verità è un antico mascherone in marmo pavonazzetto, murato nella parete del pronao della chiesa di Santa Maria in Cosmedin di Roma dal 1632.
La scultura, databile attorno al I secolo, ha un diametro di 1,75 m e un peso calcolato di circa 1300 kg. Rappresenta un volto maschile barbato nel quale occhi, naso e bocca sono forati e cavi. Il volto è stato interpretato nel tempo come raffigurazione di vari soggetti: Giove Ammone, il dio Oceano, un oracolo o un fauno.
Anche le sue funzioni sono incerte: fontana o tombino di impluvium o addirittura di cloaca (ipotesi quest’ultima legata probabilmente alla vicinanza del sito alla Cloaca Massima, in questo ultimo caso rappresenterebbe il più antico chiusino noto in Italia).
Quel che è certo, invece, è che il mascherone gode di fama antica e leggendaria: si presume sia questo l’oggetto menzionato nell’XI secolo nei primi Mirabilia Urbis Romae[1] (una guida medievale per pellegrini), dove alla Bocca viene attribuito il potere di pronunciare oracoli. In essa si dice Ad sanctam Mariam in Fontana, templum Fauni; quod simulacrum locutum est Iuliano et decepit eum (“Presso la chiesa di santa Maria in Fontana si trova il tempio di Fauno. Questo simulacro parlò a Giuliano e lo ingannò”).
Mentre  i tre amici si trovano a Castel S.Angleo, degli agenti in borghese notano la Principessa e cercano di convincerla a tornare al palazzo. Joe interviene e immediatamente si scatena una rissa che vede la stessa Anna rompere bottiglie e chitarre in testa agli agenti, mentre Irving documenta il tutto con la sua macchina fotografica.
Il Castel Sant’Angelo (o Mole Adriana o “Castellum Crescentii” nel X-XII sec.), detto anche Mausoleo di Adriano, è un monumento romano, radicalmente modificato più volte in epoca medioevale e rinascimentale situato sulla sponda destra del Tevere, di fronte al pons Aelius (attuale ponte Sant’Angelo) a poca distanza del Vaticano, nel rione di Borgo.
Per commemorare l’avvenimento che ha dato il nome attuale alla struttura, la statua di un angelo corona l’edificio. In origine si trattava di una statua di legno che finì per consunzione; il secondo angelo, di marmo, fu distrutto nel 1379 in un assedio e sostituito nel 1453 da un angelo di marmo con le ali di bronzo. Questo angelo venne distrutto nel 1497 da un fulmine che fece esplodere una polveriera nel castello, e fu sostituito con uno di bronzo dorato che però nel 1527 venne fuso per farne cannoni. Infine fu la volta di una statua in marmo con le ali di bronzo di Raffaello da Montelupo risalente al XVI secolo e attualmente visibile nel Cortile dell’Angelo, e poi, nel 1753, arrivò l’attuale angelo in bronzo di Pierre van Verschaffelt, sottoposto a restauro tra il 1983 e il 1986.
Sul modello di Castel Sant’Angelo fu edificata nell’Abbazia di Novacella in Alto Adige, nel XV secolo, una singolare chiesa rotonda concepita come una fortezza a difesa contro i Turchi e dedicata all’Arcangelo Michele, detta, proprio per il suo carattere fortificato, “Engelsburg”.
Giacomo Puccini ambientò a Castel Sant’Angelo l’ultimo atto della Tosca.
Il castello viene usato come set in Angeli e demoni di Dan Brown.
Nel dialetto romanesco l’edificio è chiamato “La cagliostra”, dall’epoca dell’imprigionamento di Cagliostro.
A Roma potrete rivivere le scene di questo indimenticabile film visitando i luoghi che lo hanno reso celebre! Magari noleggiando una vespa per una giornata e girando così per il centro storico in modo più comodo e piacevole!
Noemi Sugoni